PROGRAMMI
DA CONCERTO
LA MUSICA ITALIANA DEL ‘400
In questo programma vengono proposti brani tratti dall’esiguo repertorio profano della cultura musicale italiana del ‘400. Insieme a ben note composizioni come “La vida de Colin” e “Alle stamegne donne” altre dallo stesso sapore popolare, raccolte fra vari manoscritti delle diverse biblioteche europee. Un programma divertente che narra storie di ubriaconi, storpi e vecchie acciaccate, ma anche di amori non corrisposti raccontati con la semplicità e la schiettezza tipica della narrativa popolare italiana del XV secolo.
LLIVRE VERMELL
La copertina color rosso vermiglio dà il nome ad uno dei manoscritti musicali più importanti e conosciuti del Medioevo. In esso una decina di brani monodici e polifonici esprimono la gioia e la devozione dei pellegrini giunti a venerare la statua della Vergine del Monastero di Montserrat. Balli in tondo accompagnati da “Lo set goitx” e da “Cuncti simus”, preghiere intonate dai fanciulli come “Mariam matrem” o “Laudemus virginum” ricreano un climax molto suggestivo colmo di misticismo. Il Florilegio ensemble propone una versione in forma di spettacolo con ballerini e coro, come ideale ricostruzione di una giornata di pellegrinaggio al Monastero di Montserrat, e una verisione in forma di concerto con l’esecuzione integrale del manoscritto.
MUSICA SACRA NELL’INGHILTERRA MEDIOEVALE
“Nobilis Humilis”…..un antichissimo documento musicale ci introduce nelle magiche atmosfere del repertorio medioevale inglese. L’elegante procedimento armonico del Gymel caratterizza e influenza l’estetica musicale d’oltremanica in brani come “Rosa fragrans” e, più tardi, nei capolavori di Power e Dunstable. Ulteriori suggestioni dalla celebre rota “Sumer is icumen in” e dal canone “Alle psallite cum luya”; un programma sacro che ben si presta anche al periodo natalizio.
MEDIOEVO TRA SACRO E PROFANO
L’espressione religiosa popolare costituisce il filo conduttore di questo programma musicale.
Laudi e Cantigas rappresentano esteticamente due simili modi di esprimere la fede e la devozione con il canto ma con caratteristiche musicali diverse. Alla esaltante e gioiosa Cantiga di Alfonso X El Savio “Como podens” si contrappone l’intonazione drammatica e descrittiva di “De la crudel morte de Cristo” , una delle più espressioni più struggenti del repertorio laudistico italiano del ‘200. Il programma offre uno sguardo anche al repertorio arabo-andaluso, in cui forme poetico-musicali come lo Zagial mostrano spesso uno stretto legame con le Laudi e le Cantigas, e si inserisce quindi nella tematica del programma.
ORCHESOGRAPHIE
“Par le quel toutes personnes peuvent facilement apprendre & pratiquer l’honneste exercice des dances”
Così si apre una dei primi, più dettagliati ed importanti trattati di danza della storia, in cui l’autore, Thoinot Arbeau, descrive elegantemente 34 danze fra le più diffuse nella Francia del XVI secolo. Il programma ripropone una scelta di queste melodie nell’arrangiamento del Florilegio Ensemble e con gli strumenti musicali del tempo, con in più l’accompagnamento di 6/8 danzatori in costume d’epoca. Lo stesso programma può essere eseguito senza coreografie, alternando le danze in forma strumentale a composizioni vocali coeve tratte dal repertorio delle chansons francesi o delle frottole pubblicate da Ottaviano Petrucci
IL QUATTROCENTO IN EUROPA
Parallelamente al successo dei grandi maestri fiamminghi in alcuni paesi, ed in particolare in Italia, si tramanda oralmente un genere musicale autoctono attraverso la prassi del cantar “a mente”, accompagnandosi con viella o liuto, abitudine che ritroveremo poi nelle frottole intavolate per strumento e voce secondo schemi e forme diverse.
Sopravvive così una musica più semplice che non trova luogo né spazio nel contesto aulico cortese che detiene il primato della produzione culturale; le poche le testimonianze scritte rimaste di questo genere, che prende il nome generico di strambotto, si recuperano in alcuni dei maggiori manoscritti del ‘400 e trasmettono una “quotidianità” , un senso “rustico” affascinante.
Alcuni brani trattano argomenti “piccanti”, altri più poetici; l’andamento ritmico delle parti è più omogeneo, l’intelligibilità del testo è garantita.
Le musiche scelte per questo programma provengono appunto da alcuni dei manoscritti più importanti della musica profana del ‘400. Montecassino 871 è sicuramente il più vario nei contenuti stilistici mentre Escorial IV.a.24 contiene un centinaio di brani tutti di carattere profano con qualche spunto popolare. Un programma che rievoca i colori musicali del XV secolo con le tinte delicate delle chanson francesi e quelle più accese del repertorio italiano.
LA MUSICA FRANCESE DEL ‘400
Nel XV secolo la musica dei maestri fiamminghi, grazie al loro peregrinare nelle corti più importanti, si diffuse in tutta Europa. Un’arte raffinata, colta ed anche intellettuale (es. il canone), che veniva utilizzata per dare forma ai maggiori generi musicali del tempo.In questo modo fra messe e mottetti possiamo trovare i nomi dei più grandi artisti del ‘400: Dufay, Binchois, Ockeghem. Essi dedicarono anche particolare attenzione al repertorio profano delle “chanson”, in cui il tema ricorrente dell’amore cortese, spesso sofferto, era fonte d’ispirazione poetica. L’arte del contrappunto si dispiega anche in queste pagine, utilizzando le tecniche compositive dell’imitazione, del falso bordone, degli inserti strumentali nelle voci, della tecnica della doppia o tripla chanson, ed altri. L’arte contrappuntistica di questi maestri si trasforma in una elegantissima suggestione di intime sonorità.